lunedì 24 aprile 2017

il matematico e lo smarrimento

il matematico ha smarrito un berretto. appena se n'è accorto è tornato sul posto e ha chiesto se avessero ritrovato il berretto in questione.
"era nero?" chiede la giovane volontaria.
"sì" risponde il matematico.
"l'abbiamo messo nello scatolone degli oggetti smarriti. vado a prenderlo".
il matematico resta in attesa.
dopo alcuni minuti gli viene detto che a quanto pare è stato smarrito lo scatolone contenente gli oggetti smarriti.
dopo altri dieci minuti pare essersi smarrita anche la volontaria che cercava lo scatolone smarrito contenente gli oggetti smarriti.
un altro volontario parte quindi alla ricerca della volontaria smarrita che cerca lo scatolone smarrito contenente gli oggetti smarriti.
la kafkiana ricerca termina infine con il ritrovamento della volontaria, dello scatolone e del berretto.
tutto è bene quel che finisce bene.

domenica 23 aprile 2017

cappuccino e brioche

nel mio piano diabolico per far credere al matematico che qui è meglio di vienna (e per me lo è di sicuro), ho inserito nella nostra routine un'abitudine apparentemente innocua: ho proposto di andare a fare colazione al bar tutte le domeniche.
essendo io la promotrice dell'iniziativa, sono l'addetta alla scelta del bar. 
se fossi pigra e ingenua lo porterei tutte le volte a "la dolce vita" il baretto sotto casa che a dispetto del nome è un posto grigio e polveroso, in cui la prima (e ultima) volta in cui sono entrata ho chiesto un tè caldo e ne avevano solo due bustine identiche. io ho usato la penultima.
poiché sono subdola, porto il matematico tutte le volte in una diversa pasticceria, in cui hanno montagne di brioche di tipi diversi, appena sfornate e belle farcite. ci sediamo e consumiamo la colazione con calma, chiacchierando.
poi magari non ci crede lo stesso che qui è meglio di vienna, però la colazione fuori gli piace eccome.

sabato 22 aprile 2017

indovina chi?

la prima volta è capitato una manciata di settimane fa.
in fila alla cassa della coop guardo la cassiera e penso "ma io quella la conosco". rifletto e rimugino e mi convinco che sia una persona conosciuta 20 anni prima quando frequentavo l'azione cattolica.
lei comunque non dà segno di conoscermi o riconoscermi, pago la mia spesa e me ne vado.
quando la volta dopo la rivedo, prendo il coraggio a due mani e mentre metto farina, zucchero e uova nella borsa le dico: noi ci conosciamo, vero? eri anche tu in azione cattolica. aggiungo.
ma avrei fatto meglio a tenerlo per me, visto che lei dice: "no, non ero in azione cattolica. ci conosciamo perché lavoravo in piadineria".
(la mia piadineria preferita, in cui sono stata quasi una volta a settimana. per mesi).

la seconda volta è capitata due giorni fa.
stavo tornando a casa a piedi, col matematico. sul nostro marciapiede ci vengono incontro un paio di persone. quando siamo vicine abbastanza, una ragazza dal viso familiare mi saluta. ricambio il saluto e mi chiedo: chi. cavolo. è. ?
sono passate 48 ore e ancora non me ne capacito. sono sicura di conoscerla ma non ho la più pallida idea di chi sia, di dove l'abbia incontrata.

eppure ero brava a indovina chi.

venerdì 21 aprile 2017

inettitudine

io e il matematico, quando si tratta di affrontare le piccole riparazioni domestiche, siamo dei totali inetti. possiamo rimanere senza luce in una stanza per mesi, a vienna abbiamo lasciato cigolare una porta per anni. ("ma non lo mettete un po' d'olio a quella porta?" ci chiedevano.) ce ne siamo andati che la porta cigolava ancora.
per cambiare la luce sopra lo specchio del bagno ho aspettato l'intervento di A. quando lui e mia sorella sono venuti a cena ho detto: "il matematico è via per lavoro, si è appena fulminata, non è che gli daresti un'occhiata?". in verità era così da settimane.
ieri mi si è fulminata la luce del forno, pizze e torte cuoceranno al buio per mesi fino a quando mia sorella e A. torneranno a cena e dirò: "capiti proprio oggi che si è fulminata la luce del forno".

giovedì 20 aprile 2017

il custode del latte

sono forse io la custode del latte?
no. il custode del latte è il matematico.
io sono la custode delle uova, della pasta, della carta igienica.
in questi anni, io e il matematico ci siamo divisi le responsabilità domestiche. è lui che si preoccupa che non manchino mai le patate e la carta da cucina, sono io che faccio in modo che ci sia sempre sale, zucchero, yogurt (anche perché sono l'unica che li mangia).
io sono la custode delle lavatrici, lui è il custode delle serie tv.
io faccio in modo che ci siano sempre mutande pulite per entrambi, lui fa in modo che i sottotitoli siano sincronizzati.
e vissero tutti felici e contenti.
fino a quando qualcuno viene meno ai suoi doveri e rinfacci all'altro: ma sei tu il custode...