lunedì 16 aprile 2018

tre cose che sono successe (raccontate in ordine cronologico)

nelle ultime settimane di silenzio sono successe almeno tre cose degne di nota:

la prima:
mia sorella, quella più piccola, quella che quando è nata io sapevo già scrivere, andare in bicicletta senza mani, saltare dall'altalena in movimento, riconoscere una ghiandaia.
ecco, lei. quello sgorbietto tutto nero, di occhi, di capelli, di carnagione, si è sposata.
certo, prima di sposarsi ha raggiunto un sacco di traguardi che io forse non raggiungerò mai, tipo firmare un contratto di lavoro vero e prendere la patente. però quelle cose sono successe mentre ero altrove, senza grande clamore.
invece il suo matrimonio non è passato inosservato. c'era talmente tanta gente a festeggiare che non ho potuto far altro che constatare l'ennesimo traguardo che lei ha raggiunto e io non raggiungerò mai: la capacità di farsi amare dagli altri.

la seconda:
qualche giorno fa ho firmato il mio quarto contratto di edizione.
i primi tre erano per libri che sarebbero stati solo digitali. questo è il primo contratto con un editore che stamperà e distribuirà anche in qualche libreria.
l'editore è piccolo, non troverete pile del mio romanzo in libreria, né lo vedrete in vetrina, né leggerete recensioni sull'inserto culturale del sole 24 ore o del corriere della sera, ma lo potrete ordinare dal vostro libraio di fiducia o acquistare online, sia in formato cartaceo che ebook.
il libro oggetto del contratto è "aria e altri coccodrilli" il mio romanzo che parla di depressione e suicidio. ne ho parlato alcune volte qui sul blog e altre volte nella newsletter. insomma, se mi seguite da un po' il titolo non vi sarà nuovo. per rinfrescare la memoria potete cliccare qui http://bit.ly/ariaealtri

la terza:
si è rotto lo spazzolino elettrico del matematico. una notte ci siamo svegliati di soprassalto a causa di un rumore vicinissimo e spaventoso. era lo spazzolino elettrico del matematico, che nel buio e nella solitudine del bagno si è acceso di sua iniziativa. ora è nelle mani dei tecnici, che forse lo salveranno o forse no.


mercoledì 14 marzo 2018

ho scoperto il segreto del successo, e ho capito perché non lo raggiungerò mai

in questo periodo sono incappata nella testimonianza di due persone diversissime che hanno avuto successo.
da una parte un video di marco montemagno in cui diceva che è arrivato dov'è perché per un anno, tutti i giorni, voglia o non voglia, ispirazione o meno, ha girato e caricato un video su youtube.
dall'altra enrica tesio che, intervistata da quelli di zandegù per la videorubrica "mamma che lavoro", ha detto che per un anno, tutti i giorni, voglia o non voglia, ispirazione o meno, ha scritto un post sul suo blog. che è diventato il libro "la verità, vi spiego, sull'amore", da cui poi è stato tratto un film.

da queste due testimonianze si evince che il segreto per il successo è quella che marco montemagno chiama "consistency" e che io tradurrei con un più prosaico "farsi il culo" abbastanza a lungo da vedere i risultati.
il mio problema rispetto a questa teoria è che fino a ora mi sono sempre fatta il culo per periodi troppo brevi per riuscire a portare a casa qualcosa.

il fatto è che non so cosa mi piace né cosa voglio fare da grande. mi butto a pesce in tutto quello che mi ispira e poi ne esco scoraggiata, delusa, annoiata perché alla fine niente mi appassiona abbastanza.

giovedì 8 marzo 2018

perfezionismo, sindrome dell'impostore e altri mali

ieri ho riletto per la milionesima volta l'ebook che uscirà il 15 marzo (vedi copertina) e ho caricato il file che considero definitivo su amazon.
ho anche girato altri diecimila video-tutorial collegati all'ebook e ho caricato su youtube quello che è venuto meglio.

la cosa sorprendente è che sono soddisfatta.

la vecchia me avrebbe continuato a rileggere e fare altri centomila video, fino alla data di uscita del libro per spostare anche solo una virgola o dire una cosa ancora più giusta con il tono di voce perfetto.

la me di adesso invece pensa che "fatto è meglio che perfetto", che ho raggiunto un ottimo risultato e che continuare a ossessionarsi non aumenterebbe la qualità se non dello 0,01%. e per quell'inezia non vale davvero la pena stressarsi.

una delle mie beta reader mi ha fatto notare che ho usato gli apici al posto degli apostrofi.
la vecchia me non avrebbe mai mandato in giro nemmeno un file provvisorio con gli apici al posto degli apostrofi.
la nuova me era persino tentata di non cambiarli. ma non sono ancora arrivata a vette di menefreghismo così alte.

insomma, per il 15 è tutto pronto e io riesco persino a stare serena.

martedì 6 marzo 2018

il mondo fuori dalla cabina telefonica

come forse saprete, la cabina telefonica in cui vivo è un posto molto accogliente e confortante. l'unico difetto è che tutte le cose degne di nota succedono fuori dalla mia cabina telefonica, quindi per non morire di noia accetto di uscirne.

ecco le mie prossime incursioni nel mondo là fuori:

  • il 15 marzo sarò su amazon con il mio prossimo manuale in ebook (ho anche girato 3 video promozionali!)
  • mentre il 17 marzo sarò a imola a parlare di libri e marketing


le due date sono così ravvicinante perché a imola parlerò dell'argomento del libro: come usare gli annunci facebook per vendere più libri.

se autopubblicare è impegnativo e richiede un sacco di impegno e competenze diverse, parlare in pubblico per me è ancora più complicato.
se volete venire a fare il tifo vi aspetto il 17 marzo. l'evento è aperto al pubblico e oltre a me ci saranno anna nicoletto e luana prestinice.




giovedì 22 febbraio 2018

breve storia triste raccontata in modo lungo


verso metà gennaio einaudi ragazzi mi ha scritto per dirmi che il "romanzo che non ha vinto il premio battello a vapore" aveva superato una prima selezione. per questo mi chiedevano 15 giorni d'opzione: il tempo necessario all'editore per valutare se pubblicare il mio libro o no.

ovviamente einaudi non sapeva che stavo riciclando dando una seconda possibilità a quel romanzo. anyway. appena ricevuta quella mail, erano circa le quattro del pomeriggio, ho mollato tutto e sono andata nella mia pasticceria preferita (da sola) a gratificarmi per l'entusiasmante traguardo.
un editore figo che risponde a una proposta editoriale spontanea capita con la stessa frequenza con cui nella vita può capitare di vedere la cometa di halley. valeva la pena di festeggiare.

dopo quindici giorni non è successo niente. dopo altri quindici einaudi ragazzi ha riscritto per dire: "ehi, ci siamo sbagliati, non ti vogliamo pubblicare. ma confidiamo nel tuo buonsenso e speriamo che non verrai di notte col passamontagna e una tanica di benzina a bruciare la nostra sede per vendicarti".

da questa esperienza si possono trarre due considerazioni o tre:
* non è vero che gli editori non leggono le proposte editoriali
* non è vero che vengono presi in considerazione solo i raccomandati
* per diventare scrittori ci vogliono pazienza, resilienza e senso dell'umorismo

PS di servizio: solo per oggi il mio romanzo "Ti voglio bene lo stesso" è in promozione a 99 cent. Clicca qui per non perdere la promozione!