venerdì 26 maggio 2017

- 4 (?) e amazon mette i bastoni tra le ruote

mancano 4 giorni al 30 maggio, il giorno in cui avevo previsto di far uscire la nuova edizione di "non un romanzo erotico" (di cui due giorni fa avete visto un pezzetto di copertina).
stavo giusto pensando che non sapevo cosa scrivere sul blog quando ricevo una email da kdp  di amazon, la piattaforma su cui ho intenzione di autopubblicare.
mi dice che vuole un documento della casa editrice che attesti che sono tornata in possesso dei diritti di edizione.
se avessi fatto come al solito, cioè non avessi preparato una scheda del romanzo, non l'avessi mandata a decine di blogger, non stessi gridando ai 4 venti che il 30 maggio uscirà "non un romanzo erotico" non ci sarebbe alcun problema a spostare la data di uscita.
ma visto che ho mobilitato mari e monti, si prospetta una gran figuraccia se la questione non dovesse risolversi entro lunedì.
ho tutto il weekend per friggere in solitudine con la speranza che santo amazon si accontenti di una autocertificazione.

giovedì 25 maggio 2017

- 5 e sta tutto sfuggendo di mano

* il matematico è moribondo per due linee di febbre. ma deve guarire perché tra due giorni parte per vienna e mi lascia da sola (tanto per non perdere l'abitudine)
* ho trovato una nuova scusa per non andare a correre: se corro mi devo lavare i capelli. se mi lavo i capelli le mie punte blu sbiadiscono. visto che non voglio che le punte sbiadiscano. vado a correre solo quando mi devo lavare i capelli.
* ho mal di gola. così tanto mal di gola da non riuscire a deglutire. così tanto mal di gola da aver passato la notte in bianco.
* il mio smartphone è così intelligente da aver cambiato sistema operativo in totale autonomia. e in totale autonomia ha cambiato la funzione timer. così la sottoscritta ha impostato il tempo di cottura della pasta a 8 ore (anziché 8 minuti). quando mi sono resa conto che il timer non si era ancora fatto sentire erano passati 15 minuti. e buon appetito.
* ho installato una app per monitorare l'umore. indipendentemente da quello che faccio mi sento per lo più mah. o ma(h)le. ci sono molte icone personalizzabili. ce n'è una a forma di cacca e una a forma di carta igienica. immagino per le giornate più di m****.

mercoledì 24 maggio 2017

- 6 giorni

inizia oggi il conto alla rovescia verso quello che potrebbe rivelarsi un grande successo o un grande insuccesso.
ovviamente in questi mesi ho studiato e lavorato seriamente per fare in modo che tutto funzionasse al meglio. ma lo scopriremo solo a partire dal 30 maggio.
io intanto mi sento come un'anatra. sopra la superficie dell'acqua sembro serafica e tranquilla, sotto la superficie è tutto un vorticoso agitarsi di zampe.

qui di lato una piccola anteprima visiva.

ps di servizio: qualche ora fa è partita la prima sfavillante newsletter azzurropillin. se non l'avete ricevuta ma volete riceverla fatemi sapere e provvederò a inoltrarvela.

lunedì 22 maggio 2017

come si mette l'orologio sul polso destro?

da qualche giorno è comparso sul mio polso sinistro un bozzo. una piccola escrescenza all'apparenza innocua che però, se toccata, mi fa male. (la diagnosi di google è cisti. vediamo se il medico specializzato in ipocondria sarà d'accordo.)
per alcuni giorni ho resistito stoicamente al dolore-fastidio che provavo ogni volta che l'orologio entrava in collisione col bozzo. poi mi sono arresa e ho spostato l'orologio sul polso destro.
ma come si mette l'orologio sul polso destro? perché comunque lo giri ho l'impressione che sia storto.

domenica 21 maggio 2017

wonderwoman

ti alzi la domenica all'alba e in una congiuntura di sole e senso di colpa decidi di andare a correre al parco dei criceti. e lì chi trovi?
wonderwoman.
wonderwoman c'è sempre, estate e inverno, in short inguinali e top. sfoggia una tavola di addominali scolpiti da michelangelo in persona. si allena come se si stesse preparando per la 100km del passatore. ha un'andatura asimmetrica, quasi claudicante, che non le impedisce di correre a 15 chilometri orari nei giorni in cui si sforza di tenere un ritmo blando*.

wonderwoman sta già correndo quando arrivi ed è ancora lì a correre quando te ne vai. tu sei rossa in faccia, e stai strisciando sui gomiti anche se hai corso solo mezz'ora, e il moribondo ti ha superato e fatto ciao come le caprette di heidi. invece wonderwoman resta lì, a correre leggera e determinata. fresca come se avesse iniziato l'allenamento due minuti fa.

e quando in una congiuntura di sole e senso di colpa decidi di tornare a correre al parco... wonderwoman c'è già, e sta correndo. e tu ti chiedi se sia solo un caso e lei in realtà si alleni quanto te, o se invece sia una presenza soprannaturale, mitologica, frutto della tua immaginazione.


* per gli amanti del gergo tecnico: 4''/km nei giorni di scarico.

sabato 20 maggio 2017

la saggezza degli albi illustrati

la mia nipotina bionda continua ad amare molto i libri. e io continuo a leggergliene tutte le volte che ci vediamo.

oggi è stato il turno degli elefanti che volevano dimagrire, del leone che non aveva voglia di andare a caccia e della formica che voleva mangiare il pisello. c'era anche la storia del paguro, ma non ha voluto che gliela leggessi, ha preferito riascoltare due o tre volte quella del leone.

io avrei riletto due o tre volte il libro della formica, se solo non ci fosse stato un refuso a pagina.
tuttavia la storia mi è piaciuta molto e la riassumo qui.

c'è una formica che trova un pisello. se lo porta a casa pregustando il momento in cui gusterà la sua polpa verde e buona.
per mangiare un pisello mi servirà un coltello. pensa.
quindi lavora e lavora per comprare il coltello.
ma mi ci vorrà un piatto.
e se c'è un piatto ci vuole un tavolo su cui posarlo.
e una tovaglia.
quindi lavora e lavora, fatica e fatica, la formica si procura tutte quelle cose.
ma se la tovaglia si sporcasse ci vorrebbe del detersivo, e la lavatrice.
e se la lavatrice si rompesse bisognerebbe chiamare un idraulico, e a quel punto servirebbe una porta da cui salutarlo.
lavora e lavora, la formica riesce a procurarsi tutte quelle cose. finalmente può gustare il suo pisello.
va a prenderlo dal contenitore in cui l'aveva lasciato ma...
lo trova tutto raggrinzito, vizzo e marcio.
lo butta e butta anche il coltello e il piatto e il tavolo e via anche il detersivo e la tovaglia e la lavatrice con dentro l'idraulico.
quando la formica, uscendo di casa, trova un lampone rosso e succoso se lo mangia immediatamente.

io intanto continuo a far marcire piselli.

venerdì 19 maggio 2017

il gel della vergogna

la me pazza super-allenata che si preparava a correre la sua prima maratona aveva comprato degli integratori da usare durante gli allenamenti più lunghi. si tratta di gel che contengono una miscela di fruttosio, maltodestrine, glucosio; insomma, carboidrati ad assorbimento modulato nel tempo che aiutano ad arrivare in fondo alla corsa interminabile.

ricordo che dopo uno di questi gel ero arrivata al 27° chilometro (di 33) cantando e correndo con la leggerezza e la velocità di una gazzella. avevo l'impressione che gli alberi e il ciglio della strada mi scorressero accanto come se stessi andando in bicicletta. più che carboidrati sembravano stupefacenti.

poi, complice un lungo andato male, la pioggia, il freddo, l'inverno, la carenza di vitamina d... il demone della corsa è morto, e con lui ho detto addio anche alla me pazza super-allenata che avrebbe potuto correre la maratona.
stamattina una mezzora di jogging è stata un tormento. andavo così lentamente che ho persino visto un quadrifoglio in un'aiuola.
quando sono tornata a casa ho messo il mio mazzo di chiavi nello svuota-tasche e ho visto lui, il gel della vergogna.
scade a gennaio 2018: non c'è molto tempo per far resuscitare il demone.

giovedì 18 maggio 2017

specializzato in ipocondria

quando qualche settimana fa sono andata dal mio nuovo medico di base con l'intento di farmi fare una ricetta, il suddetto medico ha voluto sapere la storia clinica mia e della mia famiglia fino alla terza generazione. al termine dell'interrogatorio mi ha fatta andare via con sei fogli di prescrizione di esami del sangue (che sarebbero costati 146,79 euro! e senza la ricetta per cui ero andata. me ne sono accorta appena uscita dallo studio e sono dovuta tornare indietro a richiederla.)

ora che stanno per arrivare i risultati degli esami del sangue ho chiamato per prendere un appuntamento. l'ho chiesto verso il 30 maggio, per essere sicura di aver ricevuto gli esiti.
l'assistente mi ha detto che il primo posto disponibile è per il 14 giugno.

l'unica spiegazione che mi sono data è che sia un medico specializzato in ipocondria. ogni giorno i suoi trenta pazienti si avvicendano nella sua sala d'attesa per presentargli un nuovo sintomo e dirgli "morirò, me l'ha detto l'internet".


ps di servizio: tra qualche giorno invierò la prima newsletter azzurropillin con una notizia in anteprima cui tengo molto. se non siete ancora iscritti è il momento di farlo. (per iscriversi basta inserire la propria email nel form che compare. se non vedete il form lamentatevi pure nei commenti)

mercoledì 17 maggio 2017

il mio superpotere

visto che non so star tranquilla, ho mandato il mio cv per una posizione di correttore di bozze freelance. e (sorpresa!) il mio cv funziona: mi hanno mandato un testo di prova.
è per questo che ieri fino a tardi e stamattina alle sei e mezza stavo correggendo alcune pagine sulla cosmologia di dante.
a parte l'argomento palloso e la prosa accademica che detesto, è stato fighissimo esercitare il mio superpotere.

nella tranquillità del testo ci sono dei refusi brutti e cattivi che si mimetizzano tra la folla di parole per minacciare l'armonia e la correttezza del tutto.
ma ecco che arriva super-azzurropillin con il suo azzurro mantello svolazzante. in un attimo fa sparire tutti* i refusi e ripristina l'ordine cosmico e la bellezza.
e anche questa volta... missione compiuta.

* tutti è un'utopia. i refusi hanno capacità mimetiche straordinarie. ma già aver eliminato tutti i refusi che ho visto mi ha pacificata col mondo.

martedì 16 maggio 2017

toto tatuaggio

non ho alcun tatuaggio ma periodicamente mi prende la voglia di farne uno. piccolo. magari sulla nuca, sulla caviglia o sul polso.
mi piacerebbe una stellina azzurra, o il simbolo dell'infinito (come piace al matematico).
niente di appariscente, soprattutto niente di cui potrei pentirmi.
del tatuaggio mi piace molto il fatto che sia decorativo, mi piace molto meno l'idea che sarà per sempre. ho un pessimo rapporto con i per sempre.
però forse non sarebbe una cattiva idea tatuarmi una frase come "begin before you're ready", o meglio ancora: "cazzo silvia, datti una mossa, che qui si fa notte e tu sei ancora lì a rimuginare".

ps: l'immagine è presa dal web, spero che la proprietaria del polso non se la prenda

lunedì 15 maggio 2017

how to...

voglio partecipare al premio battello a vapore.
si tratta di un premio letterario di narrativa per ragazzi, organizzato dall'editore piemme.
la scadenza per la presentazione delle opere è il 30 giugno.
so da mesi che voglio partecipare a quel premio.
ho iniziato alla fine dell'anno scorso a leggere romanzi per ragazzi destinati al target d'età cui si riferisce il premio.
ho iniziato mesi fa ad abbozzare trama e personaggi, tema e ambientazione.
manca un mese e mezzo.
ho scritto 5 pagine in tutto.
mi fanno schifo.
ho ricominciato a leggere per ragazzi.
ho ricominciato a leggere manuali di scrittura.

ogni volta che non riesco a fare qualcosa, chiedo a google: how to... plot a novel. how to... write a children's book. e lui rigurgita tonnellate di risorse gratuite. (chiedo in inglese per avere più materiale possibile) e io leggo e studio e accumulo informazioni interessanti e utili.

solo che poi non riesco a smettere. innesco sempre il meccanismo per cui non ne so abbastanza, non sono preparata abbastanza, non sono brava abbastanza, non ho letto abbastanza, non ho approfondito abbastanza.
forse devo chiedere a google come fare a guarire dalla sindrome dell'impostore.

domenica 14 maggio 2017

la città che inizia per u

la città che inizia per u è quella in cui io e il matematico viviamo da luglio scorso.
a detta del matematico, u è una città noiosa, di vecchi, in cui non succede nulla.
per smentire le sue granitiche convinzioni l'ho portato a un itinerario della città che inizia per u, condotto dall'autore dell'omonimo libro.
ebbene, l'autore dell'omonimo libro ha detto che il 25% della popolazione di u ha più di 65 anni e che l'evento di maggior rilevanza è stata la permanenza a u di hemingway. permanenza durata due ore.

ma tra cent'anni ci saranno ben due nuovi itinerari e targhe: un itinerario azzurropilliniano, a commemorare i luoghi della scrittrice da nobel che a u visse e scrisse. e uno per il matematico che a u rivoluzionò la teoria degli insiemi.
stay tuned :)

sabato 13 maggio 2017

la serracchiani e l'inaccettabilità - una questione linguistica

questa la frase in questione: "La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre. Ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese."

la chiave è linguistica e risiede nell'espressione "più inaccettabile".
una cosa non può essere "più inaccettabile".
se possono esserci diversi gradi di "accettabilità" non è così per l'inaccettabilità.
nel momento in cui hai stabilito il paletto, fissato il punto, sostenere che una cosa è più inaccettabile significa ricalibrare la scala e far rientrare nelle cose accettabili, seppur di poco, quello che prima era stato definito inaccettabile.

forse la serracchiani voleva dire che le cose inaccettabili sono due, contemporaneamente: è inaccettabile lo stupro, così come è inaccettabile che uno stupro venga commesso proprio da chi ha ottenuto accoglienza in italia. non sarebbe stata proprio una frase "di sinistra" ma quantomeno non avrebbe messo lo stupro nell'olimpo delle cose accettabili.

venerdì 12 maggio 2017

la formula magica

io e il matematico abbiamo coniato una frase da usare per le emergenze. è un po' quello che era "bandus" da piccoli. un'espressione per chiedere una pausa, una tregua.

quando uno dei due ha l'impressione che l'altro tiri un po' indietro il culo dice "è tutto sulle mie spalle" e l'altro cerca di contribuire di nuovo al ménage familiare.
è tutto sulle mie spalle quando devo portare fuori l'immondizia, riempire e svuotare la lavastoviglie, smantellare il  museo della bottiglia, raccattare roba sporca in giro per casa, fare commissioni.
è tutto sulle mie spalle quando devo cambiare il rotolo della carta igienica, cucinare, sparecchiare, cambiare le lenzuola, fare le lavatrici, passare l'aspirapolvere.

ieri sera il matematico ha chiesto: "finisci tu i grisbì alla crema".
"no finiscili tu" ho risposto
"è tutto sulle mie spalle in questa casa" ha replicato lui addentando un biscotto.

mercoledì 10 maggio 2017

di evasori fiscali, strade allagate e ruote bucate

il mio pendolarismo su due ruote avviene su una biciclettina da città senza pretese.
purtroppo la strada che porta in ufficio è in parte sterrata. anzi, a dir la verità, la parte sterrata è una strada a rischio allagamento che dopo 30 minuti di pioggia è piena di pozzanghere, dopo un'ora di pioggia è punteggiata di laghetti, dopo tre ore di pioggia è un torrente in cui fare kayak.
la biciclettina senza pretese non perde occasione di ribellarsi all'uso scellerato che ne faccio, così negli ultimi mesi l'ho dovuta portare per tre volte dal meccanico.

il meccanico delle biciclette, tre volte su tre, si è fatto pagare senza lasciare uno straccio di ricevuta, fattura, scontrino, pezzo di carta igienica.
e io davvero vorrei tantissimo cambiare meccanico, solo che ogni volta la mia biciclettina mi abbandona senza preavviso, così non mi resta che tornare da lui, l'evasore fiscale che ha l'officina di fronte al mio portone.
e stasera sarò di nuovo lì, mio malgrado, con la ruota posteriore a terra.

martedì 9 maggio 2017

sia mai che mi manchi qualcosa da leggere

le mie letture bulimiche e disordinate prevedono che al momento abbia sul Kindle una raccolta di racconti in pdf;
un manuale di scrittura creativa e un saggio sulla sindrome di Asperger (entrambi in inglese) che leggo la sera prima di addormentarmi, ma che posso anche continuare a leggere su smartphone nei momenti vuoti.

ci sono poi un romanzo per adulti che tengo sul divano e
uno per ragazzi sul tavolo del salotto, presi in biblioteca.

tengo in vista un romanzo acquistato anni fa, se dovessi sentire il bisogno di iniziare a leggere altro.

c'è poi un romanzo prenotato in biblioteca che devo andare a ritirare e che non vedo l'ora di iniziare.

infine altri due libri per ragazzi che devo assolutamente prendere in biblioteca, già che passo di lì.

mi rendo conto che non sto leggendo niente di marketing.
vado a rimediare.

lunedì 8 maggio 2017

ideale per la colazione o la merenda

nella mia breve ma intensa esperienza di dolcificatrice ho provato decine di ricette di torte, ciambelloni e plumcake. (non ho ancora avuto il coraggio di affrontare il capitolo crostate, un po' perché mi manca il mattarello un po' perché "lavorate velocemente il burro" è la tipica operazione impossibile, tipo girare la frittata senza sporcare dappertutto)

ecco le 3 verità incontrovertibili di qualsiasi ricetta di torta/ciambellone/plumcake troviate on-line:


  1. se riducete anche di un terzo la dose di zucchero il dolce sarà comunque dolce
  2. se provate a sostituire lo zucchero con il tic o il miele combinerete un disastro pronto da pubblicare nel gruppo FB cucinaremale
  3. se nella descrizione della ricetta c'è scritto "ideale per la colazione o la merenda" significa che state per preparare del cemento a presa rapida. non fatevi ingannare dalle possibili varianti tipo: per concedersi una coccola al mattino/per una pausa tè ricca di dolcezza... siete davanti alla ricetta del cemento a presa rapida.
qualsiasi dolce "ideale per la colazione o la merenda", infatti, non è ideale per quei momenti della giornata grazie al suo apporto di carboidrati, alla sua forma, alla sua semplicità di realizzazione, perché mette d'accordo tutta la famiglia. 
è la colazione a essere ideale per quel dolce perché l'unico modo per riuscire a deglutirne un morso è bere subito dopo un'intera tazza di tè o latte.
e la consistenza soffice che il dolce ha appena sfornato non ha nulla a che fare con "l'effetto mastice" che produce non appena viene a contatto con la saliva.

insomma, chiunque conosca la ricetta del "dolce ideale per la colazione" che non si cementifica in bocca causando un principio di soffocamento è pregat* di condividerla.

- in foto: torta sette vasetti di cemento a presa rapida

domenica 7 maggio 2017

il matematico e il forno

sabato sera avevo deciso di andare in libreria a un incontro sui libri per ragazzi.
temendo di tornare a casa tardi ho chiesto al matematico di infornare la pizza, in modo che quando fossi tornata, la cena sarebbe stata pronta.

mi illudevo che la mia fosse una richiesta semplice. l'avevo esposta nel modo più chiaro possibile, lasciando delle istruzioni ineccepibili:

1. ruota la manopola funzione del forno di una tacca, in senso orario
2. ruota la manopola temperatura del forno fino a raggiungere i 180°
3. dopo 8 minuti metti in forno la leccarda (con la pizza già pronta)

quando arrivo a casa sembra tutto bene. mancano ancora alcuni minuti prima che la pizza debba essere sfornata. non noto che non c'è alcun profumino. e non avendo ancora invitato a cena mia sorella, non vedo che la mozzarella non si sta sciogliendo, né i bordi si stanno dorando.

solo quando suona il timer la drammatica sorpresa: il forno è acceso da 40 minuti in modalità defrost, cioè dentro è freddo come se fosse spento.

il matematico ha girato la manopola funzione del forno fino alla prima tacca in senso orario.

da questa esperienza si possono ricavare diverse morali:
1. la letteratura per ragazzi è pericolosa
2. un uomo in grado di programmare un computer della nasa non è capace di accendere un forno
3. chi fa da sé fa per tre

sabato 6 maggio 2017

pinterest, instagram e io no

avete presente quelle foto fantastiche di libri con le tazze di caffè, i fiori, le fette di torta? composizioni poetiche e impeccabili che ti fanno venir voglia di leggere il libro, ma anche di fare (a seconda del momento in cui le guardi) colazione, merenda o, perché no, uno spuntino dopo cena.
non so voi, ma io le adoro.
anzi no, le odio. le trovo finte.
ma mi piacciono.
però le detesto.
perché non sono capace di farle.
perché sul mio tavolo non ci sono fiorellini azzurri ma briciole.
perché le mie tazze sono tutte sbreccate e i libri che leggo hanno i bollini della biblioteca nella migliore delle ipotesi. nella peggiore sono ebook.

e allora che fare quando vuoi assolutamente fotografare un libro ma non ne sei capace? facile: prendi in giro quelli di pinterest e instagram. sgombri un po' il divano e metti intorno al tuo romanzo dei fazzoletti sporchi.

insomma, se siete di quelli che "ma l'odore della carta" o di quelli che "ma io non leggo ebook" o di quelli che "ma io lo voglio regalare a..." adesso non avete scuse. su amazon potete acquistare "ti voglio bene lo stesso" in edizione cartacea.


ps: la copertina al tatto è molto morbida.
pps: il libro è gratis per kindle unlimited

venerdì 5 maggio 2017

l'altra metà di me: quella che fa le cose che io non saprei fare e raggiunge gli obiettivi che io non riuscirei a raggiungere

il primo anno di università prevedeva un esame di lingua latina. io venivo da un istituto tecnico. non sapevo nulla di latino, non l'avevo mai studiato prima.
durante l'estate di quel primo anno mi sono rimboccata le maniche e ho studiato. a settembre ho superato al primo tentativo l'esame di latino che persino alcuni studenti che venivano dal liceo non riuscivano a passare.

dal 2007 al 2010 ho fatto la pendolare torino-milano. per quasi 4 anni ho passato più di 4 ore al giorno sul treno. adesso fatico ad alzarmi quando allora ero più o meno alla stazione di rho.

a ottobre scorso riuscivo a correre per tre ore consecutive. quando correvo per due ore mi sembrava di aver corso poco. adesso anche mezz'ora di jogging è uno strazio. non ne ho voglia, mi ci costringo, non mi dà nessuna gioia e mi costa la stessa fatica che provavo sei mesi fa dopo tre ore di corsa.

insomma, è evidente che ci sono due me: una me del passato che fa le cose, si impegna, si applica, e una me del presente che batte la fiacca, non ha voglia e tira i remi in barca.

giovedì 4 maggio 2017

peccati di gola pomeridiani

nel mio quotidiano pendolare su due ruote, passo davanti a una gelateria, per due volte ogni giorno.
durante l'inverno la suddetta gelateria non è stata altro che una sorta di boa, un segnale che ero circa a metà strada.
poi è arrivata la primavera, e frotte di ragazzini con coni e coppette mi hanno persuasa che fosse una buona idea fermarmi lì a fare merenda.

è così che ho scoperto un nuovo tipo di attività commerciale: la gelateria di beneficenza.
la gelateria di beneficenza è un posto in cui il gelato costa meno della metà che altrove.
per non arrendermi all'idea che per produrre del gelato così buono ed economico usino prodotti scaduti, sfruttino un gelataio-schiavo che lavora con una palla di piombo al piede, e siano insediati in un locale abusivo, mi sono convinta che in realtà quella gelateria non è una vera impresa che ha come finalità l'utile, ma è una sorta di attività ibrida che vuole far contenti i bambini e me con loro.
è grazie a questa illusione un po' naif che mi concedo il mio peccato di gola pomeridiano preferito.

mercoledì 3 maggio 2017

domanda esistenziale

di recente ho visto la pubblicità di un deodorante che recita più o meno così:
che bello andare in bici al lavoro... ma che sudata!
per fortuna c'è questo deodorante fichissimo che trasforma il sudore in freschezza.
più sudore, più freschezza.
ancora più sudore, ancora più freschezza.
più sudi più sai di fresco.

ora, questa pubblicità cade a fagiolo: vado a lavoro in bicicletta e inevitabilmente arrivo in ufficio grondante, quando non per la pioggia, di sicuro per il sudore.
quello spot colpisce in pieno quello che è un mio "pain", un problema concreto e oggettivo, e mi offre una soluzione sul piatto d'argento. una soluzione talmente incredibile e a portata di mano che ora, invece di precipitarmi al supermercato ad acquistare il prodotto dei miei sogni, mi chiedo: ma suderò abbastanza per sapere sufficientemente di fresco?

martedì 2 maggio 2017

il successo degli spätzli

sembrava un acquisto compulsivo e insensato quello dell'aggeggio per fare gli spätzli. ero convinta che l'unica cosa positiva dell'esperimento sarebbe stato poter dare un degno contributo al gruppo FB cucinaremale. ero pronta a rivendere l'aggeggio su eBay. a chiamare per farci portare a casa due pizze.
invece è stata una vera e propria rivelazione.
2 uova, 160 grammi di farina, sale, 100 gr d'acqua e l'impasto era pronto.
per il condimento panna e speck.
gusto ottimo e soddisfazione suprema, sia mia sia del matematico.
alla fine c'era solo bisogno che qualcuno sistemasse la cucina.
mi sa che la prossima volta si ripiega comunque su quelli del supermercato.

lunedì 1 maggio 2017

di tentativi, rifiuti, silenzi, fallimenti, attese

ero sicura che aprile sarebbe stato il mese della svolta. quello in cui finalmente si sarebbe sbloccato qualcosa in ambito scrittura.

nei mesi scorsi ho partecipato a diversi concorsi, mandato in giro racconti, romanzi, incipit, pitch, ho seguito le regole scrupolosamente, rispettato le scadenze, cercato di presentare i miei testi migliori nel modo più curato possibile.

aprile era il mese in cui avrebbero dovuto annunciare che avevo vinto quattro concorsi. ok, magari non tutti e quattro, ma almeno uno sì, accidenti!
invece no. aprile è finito, i vincitori hanno vinto, e io, come al solito, non ero tra loro.
ci sono rimasta male? sì.
meritavo di vincere? non lo so.
forse il premio che merito è quello per la tenacia, l'ostinazione, la pervicacia con cui continuo a mandare in giro quello che scrivo con la speranza che qualcuno si accorga che sono brava. e a quanto pare non se ne accorge nessuno. ma forse non sono brava come credo. o semplicemente ogni volta c'è almeno una persona più brava di me. e in fondo non è nemmeno così sorprendente.

mi sono avvilita? ho deciso di appendere la tastiera al chiodo?
ci sono rimasta male, mi sono crogiolata per un po' nell'autocommiserazione. poi però ho preso i racconti che non hanno vinto e li ho mandati a delle riviste letterarie (uno è già stato accettato). ho messo un vecchio racconto su typee, (una nuova piattaforma per lettori e scrittori) e raccolto qualche mi piace e se le cose non si sono smosse ad aprile, si smuoveranno a maggio.